Rubrica: Il menù della salute – Nutra Horizons 1/2023
Un affascinante percorso di conoscenza a cura di S.I.Fit
UTILIZZO A TAVOLA


I composti più rappresentativi sono sicuramente i flavonoidi insieme all’acido caffeico e al CAPE. Le proprietà di propoli sono dovute alla combinazione dell’intero complesso fitochimico, per cui i metodi di estrazione con etanolo e la concentrazione V/V % dello stesso, possono avere delle ripercussioni sull’attività farmacologica[18].


UTILIZZO IN TERAPIA
Incredibilmente vasta risulta essere la produzione scientifica su propoli che dimostra di avere spiccate proprietà farmacologiche e di possedere molteplici meccanismi d’azione i quali, nel corso degli anni, sono stati largamente indagati.
Sussiste però una grande problematica come anticipato nel precedente paragrafo: infatti relativamente allo sviluppo di prodotti farmaceutici c’è una totale mancanza di standardizzazione delle preparazioni a base di propoli ad uso fitoterapico, accompagnata da uno scarso numero di riferimenti clinici. Per questo, non risultano esserci monografie di propoli in nessuna Farmacopea Europea e non sono presenti neanche schede nelle Monografie dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e dell’ESCOP (European Scientific Cooperative on Phytotherapy): in base a quanto detto, quindi, i preparati a base di propoli sono legati in modo inevitabile ad una problematica di variabilità nella sua composizione e, dunque, anche dell’attività biologica[4][19].
Come ci racconta la storia di impiego etnobotanico, numerose sono le proprietà attribuibili a propoli le quali, grazie al progresso scientifico e al sempre crescente interesse nei confronti dei prodotti naturali, sono state, ad oggi, scoperte, studiate e appurate come l’attività antiossidante, antibatterica, antivirale, antifungina, analgesica, cicatrizzante, antiulcera, antinfiammatoria e nella modulazione del sistema immunitario.
Tra le tante, quella che sicuramente spicca su tutte è la sua attività antibatterica, tanto da risultare “l’antibiotico naturale” per eccellenza: è infatti in grado di degradare la membrana citoplasmatica della cellula batterica, provocandone la lisi; in particolare la quercetina è in grado di modificare la permeabilità di membrana e di interferire con altri processi come la sintesi di ATP e la motilità, provocando dunque la morte dei germi e impedendone la proliferazione[4][20][21][22].
Questa attività antibatterica risulta essere particolarmente elevata nei confronti dei ceppi Gram+ che colonizzano il cavo orofaringeo come Streptococcus e Staphylococcus spp., caratteristica che ne spiega il largo utilizzo all’interno degli spray gola; in relazione alle diverse preparazioni varia la concentrazione battericida ma, comunque, i risultati migliori sono stati evidenziati anche a concentrazioni inferiori a 250 mg/L. Questo evidenzia una fortissima sinergia dei componenti del fitocomplesso di propoli rispetto ai singoli CAPE, galangina e pinocembrina, i quali risultano essere i costituenti più attivi[4]. Alcuni studi hanno inoltre evidenziato sinergia nell’attività antibatterica di estratti di propoli con macrolidi e betalattamici mentre altri che si sono concentrati sull’attività antivirale hanno dimostrato che, anche in questo caso, l’intero fitocomplesso è più attivo dei singoli costituenti[4][23][24].
Spiccate risultano essere anche le proprietà antifunginee, in particolare contro Candida albicans, nei confronti della quale ha dimostrato di avere un’efficacia paragonabile al miconazolo ma con meno effetti di resistenza[4][25][26].
Alcuni studi condotti utilizzando i flavonoidi, l’acido caffeico e il CAPE, sono stati in grado di dimostrare una certa attività antiproliferativa e citotossica dose-dipendente su cellule trasformate MDA-MB-231 (cancro mammario), rivelando che il ciclo cellulare viene arrestato nella fase S. Inoltre il CAPE ha anche un ruolo nell’inibire la fase G2 e M, ovvero gli step finali in cui avviene la divisione cellulare che origina le due cellule figlie][18][27].
Nel 2019 l’attività antiproliferativa del CAPE è stata ulteriormente confermata da studi sulle cellule epiteliali umane HEp2; il meccanismo molecolare coinvolge la pathway Stat3/Plk1 che è alla base dell’arresto del ciclo cellulare in fase S[28].
Tra i flavonoidi la genisteina ha un ruolo analogo al CAPE nelle cellule cancerose prostatiche, in quanto è in grado di interrompere la proliferazione a livello della fase G2 e della successiva mitosi (fase M); ciò avviene in seguito alla ridotta espressione cellulare della ciclina B, direttamente coinvolta della progressione del ciclo cellulare[29].
La propoli rossa contiene vari isoflavonoidi tra cui il vestitolo; esso agisce a livello molecolare sull’assemblaggio degli ottameri istonici, in particolare inibendo la trascrizione a livello nucleare dei geni dell’istone H3, cui consegue una disregolazione della condensazione della cromatina. Il vestitolo è inoltre in grado di interrompere la progressione del ciclo cellulare nelle cellule cancerose alterando strutturalmente i microtubuli, soprattutto a livello dell’alpha-tubulina[30][31].
Inoltre, da studi effettuati, risulta che la propoli rinforza i capillari, favorisce la diuresi e l’assimilazione della vitamina C. Apporta benefici anche all’apparato digerente, migliorando la secrezione dei succhi gastrici e risulta essere anche un ottimo rimedio contro il virus dell’herpes e per sciogliere il catarro in gola[21][22].
Nonostante propoli sia considerata una sostanza sicura, è bene porre un’attenzione maggiore su alcuni casi particolari. Risulta infatti essere sconsigliata in gravidanza, allattamento e nei bambini sotto i 3 anni di età. Inoltre potrebbe causare la comparsa di effetti collaterali come disturbi gastrointestinali, affezioni del cavo orale in casi di elevata sensibilità e reazioni cutanee e dermatiti in soggetti allergici[21][22].
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