Fitoterapici – Nutra Horizons 1/2024
ANNA RITA BILIA
Università degli Studi di Firenze | Italia
INTRODUZIONE
Il mercato degli integratori è molto vasto in Italia e si stima che i botanicals rappresentino circa il 50% dei prodotti. Il controllo di qualità, quale base di garanzia della sicurezza di un derivato botanico, è generalmente correlato alla analisi mediante UV o HPLC dei fitocostituenti impiegando standards di riferimento, e alla valutazione della qualità microbiologica. A questi studi si affiancano i test di stabilità, anche di fotostabilità, generalmente intesi come stabilità chimica. In realtà, la ricerca ha evidenziato quanto sia essenziale procedere anche ad una valutazione dei parametri di tecnologica farmaceutica, impiegando saggi e procedimenti tecnologici da eseguire in maniera specifica sulle diverse forme farmaceutiche, sia convenzionali quali preparazioni solide e preparazioni liquide per uso orale così come forme di dosaggio innovative, caratterizzate da elevata specificità tecnologica, oggi molto comune nel settore farmaceutico. Di conseguenza è necessario valutare anche la stabilità delle forme farmaceutiche durante lo stoccaggio per controllare se le caratteristiche formulative rimangono costanti nel tempo. Gli studi hanno dimostrato che la formulazione e prima ancora l’estratto hanno un ruolo chiave sulla performance di un estratto con un impatto sostanziale sulla biodisponibilità dei principi attivi.
TEST DI DISSOLUZIONE E BIODISPONIBILITA’

DALLA LETTERATURA
Se i test di dissoluzione rappresentano analisi di routine per i farmaci di sintesi, tuttavia, nel campo dei derivati botanici, siano essi integratori o medicinali vegetali, questa proprietà cruciale generalmente non viene studiata. In uno studio riportato in letteratura, sono stati valutati e comparati i test di dissoluzione di diversi botanicals commerciali (Passiflora, Senna, Ginkgo) in forma di estratti prodotti con diversa tecnologia e di polveri micronizzate (3). I metodi e le apparecchiature utilizzate sono state quelle descritte dalla Farmacopea Europea e l’analisi è stata condotta mediante HPLC dei loro componenti attivi o costituenti marcatori. Per tutte le preparazioni sono stati ottenuti appropriati e simili comportamenti di dissoluzione dei flavonoidi del ginkgo, mentre sia per la passiflora che per la senna solo alcuni campioni hanno mostrato una completa dissoluzione dei flavoni marcatori e dei sennosidi, rispettivamente. In particolare per la passiflora è stata evidenziata una dissoluzione del 50% per un campione ed una dissoluzione prossima al 100% per altri due campioni, dopo circa 10 minuti di test (Figura 2). Nel caso della senna il profilo di dissoluzione dei sennosidi era inferiore al 10% per un campione dopo 60 minuti, mentre, dopo lo stesso periodo, un secondo campione raggiungeva circa il 90% di dissoluzione (Figura 3).
In un altro studio riportato in letteratura sono stati valutati i profili di dissoluzione dei terpeni lattonici del ginkgo proveniente da estratti commerciali presenti sul mercato tedesco. In figura 4A sono riportati i risultati ottenuti per tre prodotti: X, Y e Z. Il prodotto Y, come la maggior parte degli altri prodotti esaminati, ha rilasciato più del 75% dei componenti entro 30 min. Il prodotto X ha rilasciato quasi il 100% dei sesquiterpeni lattonici in 10 minuti, mentre il composto Z meno del 25% dopo 60 minuti, indicando una qualità farmaceutica molto eterogenea tra i campioni analizzati, che quindi non potevano essere considerati farmaceuticamente equivalenti (4).
In uno studio degli stessi autori è stata anche valutata la biodisponibilità dei principi attivi nei campioni con diverso comportamento durante il processo di dissoluzione. Dopo una singola somministrazione orale di 120 mg di estratto di ginkgo sotto forma di compresse o capsule, è stata valutata la biodisponibilità di ginkgolide A, ginkgolide B e bilobalide (Figura 4B). I risultati erano chiaramente diversi ed è stato comunque correlata una lenta dissoluzione in vitro con una bassa biodisponibilità. Questi risultati indicano che le proprietà farmaceutiche di un prodotto medicinale a base di estratti botanici hanno un impatto significativo sulla velocità e sull’entità dell’assorbimento della formulazione e di conseguenza probabilmente sull’efficacia (5).


Uno studio (6) ha dimostrato come la co-macinazione di un estratto di cardo mariano che contiene diversi flavolignani con due polimeri reticolati: crospovidone micronizzato (un polivinilpirrolidone di grado alimentare, PVP) e sodio carbossimetilcellulosa (CMC) in un rapporto in peso estratto-polimero 1:3 , determini un aumento dei valori di rilascio nel profilo di dissoluzione dell’estratto e dei singoli costituenti (Figura 5) grazie alla amorfizzazione dei flavolignani e ad un aumento dell’area superficiale della polvere (rispettivamente aumentata di 2.1 e 1.7 volte nei prodotti co-macinati con CMC e PVP) , per la riduzione delle dimensioni delle particelle. Questo stato attivato dell’estratto secco è rimasto stabile per un periodo di 2 anni. La cinetica di solubilizzazione è risultata migliorata sia in termini di estratto secco intero che in termini di singoli componenti. In particolare, la solubilità della silibina A era aumentata di 8 (con PVP) e 31 (con CMC) volte, mentre la silibina B aumentava di 7 (PVP) e 27 (CMC) volte ed infine la solubilità della silicristina è stata doppia nel caso della co-macinazione con sola CMC. Gli studi in vivo sui ratti hanno confermato che questo miglioramento della solubilizzazione corrispondeva ad un efficace miglioramento della biodisponibilità orale. Il massimo miglioramento della biodisponibilità è stato ottenuto con CMC, con una biodisponibilità aumentata di 88.6, 17.96 e 16.4 volte rispetto all’estratto non formulato, rispettivamente per silibina A, silibina B e silicristina (Figura 6).
In tempi più recenti diverse sono state le indagini che hanno condotto a sempre nuove formulazioni di derivati botanici per migliorare la biodisponibilità dei costituenti, fino a recenti pubblicazioni sulla possibilità di caricare in nanocarriers estratti e singoli costituenti per migliorarne la efficacia (7,8,9).



CONCLUSIONI
Gli studi dei prodotti di derivazione botanica hanno evidenziato importanti variazioni dei processi di dissoluzione legate alla produzione, alla dimensione delle particelle degli estratti secchi e alla differente composizione della formulazione. La dissoluzione nei fluidi biologici rappresenta il passaggio limitante l’assorbimento e la biodisponibilità sistemica, per cui il test di dissoluzione ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del prodotto per identificare le variabili di processo critiche, nella fase di scale up, nel controllo di qualità e per assicurare la riproducibilità fra lotto e lotto garantendo uniformità, qualità e sicurezza del prodotto immesso sul mercato.
Riferimenti bibliografici
- Reflection paper on the dissolution specification for generic solid oral immediate release products with systemic action’ “(EMA/CHMP/CVMP/QWP/336031/2017) https://www.ema.europa.eu/en/documents/scientific-guideline/reflection-paper-dissolution-specification-generic-solid-oral-immediate-release-products-systemic_en.pdf
- ICH M9 Guideline on Biopharmaceutics Classification System-based Biowaivers (EMA/CHMP/ICH/493213/2018). https://www.ema.europa.eu/en/ich-m9-biopharmaceutics-classification-system-based-biowaivers-scientific-guideline
- Taglioli, V., Bilia, A.R., Ghiara, C., Mazzi, G., Mercati, V., Vincieri, F.F. (2001). Evaluation of the dissolution behaviour of some commercial herbal drugs and their preparations. Pharmazie, 56(11), 868-70. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11817172/
- Kressmann, S., Müller, W.E., Blume, H.H. (2002). Pharmaceutical quality of different Ginkgo biloba brands, Journal of Pharmacy and Pharmacology, 54 (5), 661–669, https://doi.org/10.1211/0022357021778970
- Kressmann, S., Biber, A., Wonnemann, M., Schug, B., Blume, H.H., Müller, W.E. (2002) Influence of pharmaceutical quality on the bioavailability of active components from Ginkgo biloba preparations. Journal of Pharmacy and Pharmacology, 54(11), 1507–1514, https://doi.org/10.1211/002235702199
- Voinovich, D., Perissutti, B., Magarotto, L., Ceschia, D., Guiotto, P., Bilia, A.R. Solid state mechanochemical simultaneous activation of the constituents of the Silybum marianum phytocomplex with crosslinked polymers. J Pharm Sci. 2009 Jan;98(1):215-28. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18428992/
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- Bilia, A.R., Piazzini, V., Guccione, C., Risaliti, L., Asprea, M., Capecchi, G., Bergonzi, M.C. (2017). Improving on Nature: The Role of Nanomedicine in the Development of Clinical Natural Drugs. Planta Medica, 83(5):366-381. https://doi.org 10.1055/s-0043-102949. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28178749/
- Grifoni, L., Vanti, G., Donato, R., Sacco, C., Bilia, A.R. (2022). Promising Nanocarriers to Enhance Solubility and Bioavailability of Cannabidiol for a Plethora of Therapeutic Opportunities. Molecules, 27(18), 6070. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36144803/
Biografia
Anna Rita Bilia
Laurea in Farmacia, Dottorato di ricerca in Scienze Chimiche, Specializzazione in Scienza e della Tecnologia delle piante officinali e in Farmacia Ospedaliera, Direttrice della Scuola di specializzazione in Farmacia Ospedaliera, Presidente del Centro Interdipartimentale di Servizi per le Biotecnologie di Interesse Agrario, Chimico, Industriale (CIBIACI). Vice-chair della ESCOP ed esperta della Farmacopea europea, già presidente della SIF e GA, membro gruppo lavoro IAAF della SIMef. Più di 260 pubblicazioni, editor di diversi giornali scientifici, titolare di brevetti.