Un nuovo studio promosso da Almond Board of California rivela che il consumo quotidiano di mandorle migliore la lucidità mentale, il controllo del peso e la glicemia negli adulti con prediabete
Milano, luglio 2026. Uno stile di vita equilibrato non richiede necessariamente rivoluzioni drastiche, ma piccole scelte quotidiane e consapevoli. A confermarlo è una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Nutrition e promossa da Almond Board of California che evidenzia come l’introduzione di una semplice manciata di mandorle nella dieta di tutti i giorni possa fare la differenza per la salute del cervello e del metabolismo contro il prediabete.
Lo studio ha preso in esame un campione di adulti asiatico-indiani di mezza età con prediabete*1, spesso associato non solo al rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, ma anche a un precoce declino delle funzioni cognitive*2 e affaticamento cerebrale*3. Questa condizione, nel 2024, colpiva circa il 12% degli adulti a livello globale e in Italia si registravano più di 5 milioni di persone con diabete, quasi l’8% della popolazione*4. I risultati della ricerca – emersi dopo 24 settimane di osservazione – tracciano una via chiara per una prevenzione accessibile attraverso l’alimentazione e, specificatamente, con l’introduzione di una piccola quantità di mandorle, circa 30 gr al giorno, per agire su tre fronti principali.
EFFICIENZA COGNITIVA E CONCENTRAZIONE
La ricerca ha dimostrato che il consumo regolare di mandorle influisce positivamente sulle prestazioni cerebrali. Nello specifico, è stato registrato un netto miglioramento delle funzioni esecutive, come la capacità di pianificazione, la memoria di lavoro, il processo decisionale e la risoluzione dei problemi – oltre a una maggiore velocità di elaborazione delle informazioni.
CONTROLLO METABOLICO E STABILITÀ GLICEMICA
Dal punto di vista metabolico, l’introduzione delle mandorle nella dieta favorisce un migliore controllo della glicemia sia a digiuno che nelle due ore successive ai pasti, contribuendo a evitare i picchi glicemici.
GIRO VITA E SALUTE CARDIOVASCOLARE
I dati relativi alla composizione corporea hanno rivelato una riduzione media di 3,3 kg di peso e di 3,1 cm di circonferenza vita in chi ha consumato abitualmente una manciata di mandorle. Inoltre, è emerso un calo del colesterolo totale e del colesterolo LDL (cattivo), oltre a una diminuzione dei marcatori di infiammazione e stress ossidativo.
“Gli adulti con prediabete presentano una particolare vulnerabilità al declino delle funzioni cognitive”, spiega il dott. Anoop Misra, co-autore della ricerca e presidente del Centro di Eccellenza Fortis-CDOC per il Diabete, le Malattie Metaboliche e l’Endocrinologia di Nuova Delhi. “I risultati dello studio indicano che l’aggiunta quotidiana di mandorle rappresenta una strategia nutrizionale semplice ma efficace per supportare la salute del cervello e quella metabolica sul lungo periodo. Questo potrebbe aiutare a ridurre il rischio che il prediabete evolva in diabete di tipo 2, una condizione associata a un maggior rischio di demenza”.
Il segreto di tali benefici risiede negli straordinari valori nutrizionali delle mandorle. Una porzione di circa 30 gr (pari indicativamente a 23 mandorle) offre un perfetto equilibrio di nutrienti essenziali.
- Vitamina E (pari al 60% del valore giornaliero di riferimento), potente antiossidante naturale.
- Magnesio e potassio, fondamentali per il sistema nervoso e il metabolismo energetico.
- Proteine vegetali e fibre, che favoriscono il benessere intestinale e la sazietà.
- Grassi insaturi, preziosi alleati della salute cardiovascolare.
1 Gulati S, et al. Effects of 24-Week Almond Supplementation on Executive Function and Processing Speed in Middle-Aged Asian Indians with Prediabetes: An Open-Label Randomized Controlled Trial. J Nutr. 2026; 156(5), 101484 https://doi.org/10.1016/j.tjnut.2026.101484.
2 Rooney MR, et a. Global and Regional Prediabetes Prevalence: Updates for 2024 and Projections for 2050. Diabetes Care. 2025 Nov 1;48(11):e142-e144. doi: 10.2337/dc25-1640.
3 Issac TG, et al. Bitter effect of a Sweet Disease ‐ Exploring Cognitive dysfunction in Prediabetes from an Aging cohort. Alzheimer’s & Dementia. 2025 Jan 9;20(Suppl 5):e091309. doi: 10.1002/alz.091309.
4 International Diabetes Federation, Diabetes Country Report 2000-2050 https://diabetesatlas.org/data-by-location/country/italy/
METODOLOGIA
Questo studio di 24 settimane ha coinvolto 60 adulti asiatico-indiani di età compresa tra i 40 e i 60 anni – tutti con prediabete ma senza segni di declino cognitivo. I partecipanti hanno ricevuto consigli per seguire una dieta equilibrata e sono stati poi assegnati in modo casuale a due gruppi. Il primo di controllo ha continuato a seguire le proprie abitudini alimentari, mentre il secondo di intervento ha ricevuto una dieta, a parità di calorie, che includeva il consumo di mandorle. Questa frutta secca ha fornito loro il 20% delle calorie giornaliere, con circa 32-42 grammi di mandorle al giorno. I ricercatori hanno misurato la funzione cognitiva, la salute metabolica e la composizione corporea all’inizio e alla fine dello studio. Tali misurazioni includevano i livelli di glucosio e insulina nel sangue a digiuno e due ore dopo i pasti (postprandiali), l’HbA1c, i lipidi nel sangue, il peso, il BMI (indice di massa corporea) e la circonferenza della vita. I partecipanti sono stati monitorati a distanza due volte a settimana e hanno effettuato visite di controllo di persona ogni quattro settimane. I ricercatori riconoscono che le dimensioni ridotte del campione, la durata relativamente breve (24 settimane) e il focus specifico su adulti asiatici indiani di mezza età con prediabete indichino risultati che potrebbero non essere totalmente validi per altri gruppi di diversa etnia o età. Studi futuri con popolazioni più ampie e diversificate, e periodi più lunghi di follow-up, aiuterebbero a chiarire il potenziale ruolo delle mandorle nel sostenere la salute del cervello.