Nutrizione e prevenzione – Nutra Horizons 1/2026
Abstract
Queste patologie, incluso il diabete mellito, sono strettamente correlate a stili di vita non salutari, in particolare a un’alimentazione inadeguata e all’eccesso ponderale. Le principali raccomandazioni nutrizionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la prevenzione delle MCNT rispecchiano i principi della dieta mediterranea, che ha dimostrato un impatto significativo nella prevenzione del diabete mellito di tipo 2 e delle malattie cardiovascolari (3).
Più che un semplice regime alimentare, la dieta mediterranea rappresenta un vero e proprio stile di vita, associato a molteplici benefici sul benessere psicofisico; per questo motivo è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2015.
I principi fondamentali dell’intervento nutrizionale ispirato alla dieta mediterranea includono:
- incremento dell’apporto di fibre;
- limitazione del consumo di zuccheri semplici;
- attenzione alla quantità e alla qualità dei grassi assunti;
- adeguato apporto proteico;
- garanzia di un sufficiente introito di micronutrienti.
Incrementare l’apporto di fibre
La nuova piramide alimentare della dieta mediterranea proposta dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) raccomanda un consumo quotidiano di verdura, cereali integrali, frutta fresca e frutta secca (4). L’OMS suggerisce inoltre un apporto giornaliero di circa 400 g di frutta e verdura, equivalenti a cinque porzioni al giorno (5).
Uno dei principali benefici di questi alimenti è l’elevato contenuto di fibre alimentari. Le fibre sono carboidrati non digeribili che agiscono a livello del tratto gastrointestinale favorendo il senso di sazietà, accelerando il transito intestinale, riducendo l’escursione glicemica post-prandiale e contribuendo al mantenimento di un microbiota intestinale sano.
Tali effetti favoriscono il controllo del peso corporeo, la riduzione dell’eccesso ponderale e l’attenuazione dello stato infiammatorio cronico di basso grado. Di conseguenza, le fibre svolgono un ruolo centrale nella prevenzione e nel controllo glicemico del diabete mellito di tipo 2 (6), nonché nella riduzione dell’incidenza delle malattie cardiovascolari (7).
Limitare il consumo di zuccheri semplici
Gli zuccheri semplici comprendono monosaccaridi (glucosio, fruttosio, galattosio) e disaccaridi (lattosio, saccarosio, maltosio). Pur fornendo energia rapidamente disponibile, il loro consumo determina rapidi incrementi della glicemia, con conseguente stimolazione acuta della secrezione insulinica, favorendo nel tempo l’aumento ponderale e l’insulino-resistenza.
Gli zuccheri semplici sono frequentemente aggiunti agli alimenti ultraprocessati e alle bevande zuccherate; inoltre, succhi di frutta, miele e diversi sciroppi (acero, agave, datteri, riso, mais) ne contengono naturalmente quantità elevate. L’OMS raccomanda di limitare l’assunzione giornaliera di zuccheri semplici a meno di 50 g (circa 12 cucchiaini), suggerendo idealmente un limite di 25 g al giorno (circa 6 cucchiaini) (5).
Prestare attenzione alla quantità e alla qualità dei grassi consumati
I grassi, o lipidi, rappresentano il macronutriente più energetico, fornendo oltre il doppio delle calorie rispetto ai carboidrati; un apporto eccessivo contribuisce pertanto all’aumento di peso. Tuttavia, oltre alla quantità, è fondamentale considerare anche la qualità dei grassi assunti.
Numerosi studi hanno dimostrato che la sostituzione dei grassi saturi (presenti principalmente in carne e latticini) e dei grassi trans (tipici di alimenti ultraprocessati e margarine) con acidi grassi polinsaturi (oli vegetali, frutta secca, pesce azzurro) e monoinsaturi (olio extravergine di oliva) è associata a un miglioramento dell’insulino-resistenza e a una riduzione dell’incidenza del diabete mellito di tipo 2 (8).
Fornire un apporto adeguato di proteine
Non dimenticare i micronutrienti
I micronutrienti comprendono principalmente vitamine e minerali. In particolare, la supplementazione con vitamina D si è dimostrata efficace nel ridurre l’incidenza del diabete mellito di tipo 2 in soggetti con alterazioni del metabolismo glucidico, quali alterata glicemia a digiuno o ridotta tolleranza ai carboidrati (13).
Sulla base di tali evidenze, le linee guida della Endocrine Society raccomandano l’integrazione di vitamina D nei pazienti affetti da prediabete (14).
Conclusioni
La dieta mediterranea, oltre a rappresentare un modello nutrizionale equilibrato, costituisce uno stile di vita caratterizzato da convivialità, rispetto della stagionalità degli alimenti, adeguata idratazione e pratica regolare di attività fisica. Questi elementi, nel loro insieme, contribuiscono in modo determinante al mantenimento della salute fisica e psichica e alla prevenzione delle principali patologie metaboliche.
Riferimenti bibliografici
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FEDERICO BERTUZZI1, ANDREEA L. SERBAN2
1. Direttore della Diabetologia, ASST GOM Niguarda, Milano | Italia
2. Dirigente medico in Diabetologia presso ASST GOM Niguarda, Milano | Italia