Dall’analisi di Altroconsumo B2You emerge che notorietà di marca e posizionamento premium, in relazione ai prodotti di uso quotidiano, non generano necessariamente una fiducia automatica.
Vince la capacità di essere credibili in ogni fase del percorso d’acquisto.
Milano, 14 luglio 2026 – Solo circa un intervistato su quattro ritiene che il prezzo sia spesso un buon indicatore della qualità. È quanto emerge dall’analisi condotta da Altroconsumo B2You su circa 1.000 panelisti di Qualify (“i qualifier”) – la community di consumatori che fa capo all’organizzazione – per esplorare il rapporto tra qualità percepita, fiducia, comunicazione e scelte di acquisto.
Per brand e aziende questo rappresenta un’indicazione rilevante: il posizionamento di marca e il prezzo non rappresentano, da soli, elementi sufficienti a orientare le decisioni di acquisto. Il consumatore confronta, verifica e ricerca informazioni attraverso molteplici fonti, rendendo trasparenza, coerenza e credibilità leve sempre più importanti nella costruzione della fiducia. I consumatori, infatti leggono le etichette, anche direttamente in fronte allo scaffale, e cercano informazioni online prima e durante l’acquisto. Se quello che trovano non è convincente, potrebbero anche rinunciare a comprare. Posizionarsi come premium, in questo scenario, non garantisce automaticamente fiducia: il valore dichiarato deve essere dimostrabile e verificabile, altrimenti potrebbe non reggere.
A definire il concetto di qualità nella testa del consumatore sono soprattutto elementi concreti: per circa 800 rispondenti su 1.000 la qualità è prima di tutto una questione di ingredienti e materiali, mentre per più della metà conta anche l’origine e la provenienza delle materie prime. La “marca affidabile” come indicatore automatico di qualità è il fattore, tra quelli indagati, che pesa meno.
Per le aziende questo ridisegna le priorità della comunicazione di prodotto: leggibilità delle etichette, trasparenza sulla composizione, chiarezza sulle certificazioni dovrebbero essere non solo scelte di packaging o adempimenti normativi, ma anche leve di marketing concrete che agiscono direttamente nel momento della decisione d’acquisto.
Esiste poi una dinamica che potrebbe influire sul modo in cui le aziende pensano alla propria presenza digitale. Può capitare che un consumatore abbia un dubbio su qualche prodotto. Se ciò accade quasi la metà degli intervistati — circa 430 su 1.000 — dichiara di cercare informazioni online quando ha dubbi su un prodotto, spesso mentre si trova già in negozio; anche se la seconda opzione citata – circa 300 intervistati – è quella di rinuncia all’acquisto senza neanche cercare informazioni. Il punto vendita, quindi, non è sempre il momento terminale della decisione: è uno dei nodi di un processo che attraversa canali fisici e digitali in modo continuo. Per le aziende questo evidenzia l’importanza di garantire informazioni chiare, coerenti e facilmente accessibili lungo tutto il percorso d’acquisto, sia nei canali fisici sia in quelli digitali. La qualità e la coerenza delle informazioni digitali di prodotto devono essere trattate con la stessa attenzione riservata al punto vendita.
L’analisi restituisce anche un quadro di cambiamento più ampio nelle abitudini di consumo, con implicazioni dirette per le strategie di retention e loyalty. Parecchi panelisti raccontano di aver modificato il proprio approccio alla spesa in modo duraturo: attenzione al prezzo e al risparmio, ricerca del miglior rapporto qualità/prezzo per cercare di risparmiare senza rinunciare alla qualità, maggior uso dei discount, più ricerca delle promozioni, meno acquisti impulsivi, più pianificazione della spesa. La fedeltà a un marchio esiste ma non è incrollabile: a più di 600 intervistati è capitato di smettere di acquistare almeno un prodotto che acquistava spesso e la motivazione indicata più frequentemente è l’aver trovato un’alternativa ritenuta migliore, seguita dall’aumento del prezzo.
Nel complesso, l’analisi evidenzia come il processo di acquisto sia il risultato di una valutazione che tiene conto di molteplici fattori. Davanti allo scaffale, il consumatore prende in considerazione prezzo, qualità percepita, ingredienti, provenienza, esperienza d’uso e informazioni disponibili online, rivedendo anche scelte consolidate quando individua alternative ritenute migliori. Per aziende, brand e retailer questo significa confrontarsi con un processo decisionale più articolato, nel quale prodotto, comunicazione e qualità delle informazioni concorrono insieme a orientare le scelte di acquisto.
Federico Cavallo, Responsabile Public Affairs e Media Relations di Altroconsumo commenta: “Da oltre cinquant’anni Altroconsumo affianca i consumatori nelle scelte, analizza comportamenti ed esigenze per comprendere l’evoluzione e contribuire attivamente alla trasformazione del mercato. Oggi cresce l’attenzione alla qualità reale dei prodotti e all’affidabilità delle informazioni. Monitorare questi fenomeni aiuta a capire meglio le dinamiche di consumo e a promuovere rapporti più trasparenti e consapevoli tra cittadini e imprese”.
Benedetta De Michelis, Responsabile Business Development di Altroconsumo B2You, commenta: “Dalla nostra analisi emerge un consumatore molto più attivo e autonomo rispetto al passato, che tende a verificare informazioni, ingredienti e caratteristiche dei prodotti prima di acquistare. Per le aziende questo significa che la fiducia non può più basarsi solo sul posizionamento o sulla notorietà del marchio, ma deve essere costruita attraverso trasparenza, coerenza e capacità di dimostrare concretamente il valore di ciò che si comunica. Comprendere questi comportamenti rappresenta oggi un vantaggio competitivo importante per sviluppare strategie di comunicazione, customer experience e prodotti più coerenti con le aspettative dei consumatori“.
Nota metodologica
L’analisi è stata realizzata da Altroconsumo B2You attraverso Qualify, la community proprietaria di consumatori di Altroconsumo, coinvolgendo circa 1.000 panelisti. I risultati riportati riflettono opinioni, percezioni ed esperienze dei partecipanti e non hanno finalità di rappresentazione statistica della popolazione italiana.
B2You è l’unità di consulenza B2B di Altroconsumo – la più grande organizzazione indipendente per la tutela dei consumatori in Italia – che supporta le aziende nello sviluppo di progetti su misura orientati alla qualità, alla trasparenza e alla sostenibilità. L’approccio di B2You si fonda sul concetto di consumer transformation, riconoscendo il consumatore come soggetto dinamico, autonomo e attivo nei processi di scelta, capace di orientare il mercato indipendentemente dalle strategie delle imprese. Comprendere tale trasformazione richiede una prospettiva articolata, che integri la conoscenza del passato – ambito in cui Altroconsumo dispone di un patrimonio unico, frutto di oltre cinquant’anni di analisi dei comportamenti e delle esigenze dei consumatori – con l’osservazione del presente e l’interpretazione dei segnali di cambiamento che delineano i trend futuri. Attraverso servizi che spaziano dal quality check e indagini con i consumatori, fino a iniziative di consumer education e welfare aziendale, B2You affianca le imprese nella costruzione di relazioni più consapevoli, trasparenti e durature con i propri clienti. Con una community composta da oltre 1 milione di persone tra soci, fan e simpatizzanti, un team di 240 professionisti e una piattaforma di oltre 50.000 panelisti attivi, B2You rappresenta un partner strategico per le aziende che vogliono distinguersi sul mercato attraverso scelte responsabili e innovative.